Si cacciò molto in quegli anni, soprattutto nella stagione del passaggio degli uccelli migratori e si fecero importanti banchetti, per i quali fu costruita appositamente un'ala dell'edificio, che poteva accogliere lunghe tavolate, con accesso interno dalla casa padronale. Si narra che il padrone ed i più vicini a lui fossero di idee troppo liberali per i tempi, e che al "Boschetto" si tenessero riunioni segrete, al riparo di occhi e orecchie indiscrete. Nella parte rurale vi erano stanze e focolari riservati a chi accudiva le terre, e nelle stalle giacigli e mangiatoie per i cavalli, insostituibile ed unico mezzo di trasporto.
Nell'addentrarci nel '900 Villa Boschetto fu adibita a solo luogo di villeggiatura ed
esercizio personale della caccia, ospitando anche persone estranee alla famiglia, che si portavano poche
cose dal paese, pur di godere della pace della campagna e dei bagni di mare, in un mare assolutamente pulito
ed invitante.
Venivano ospitati anche proprietari di cavalli con i propri animali provenienti da Latiano,
paese ad una trentina di Km di distanza, conosciuti come allevatori di bestiame, i quali scendevano i cavalli
in spiaggia, per permettere loro salutari bagni di mare.Il progresso ha portato nei primi anni 60 l'allacciamento
alla corrente elettrica, la costruzione della strada litoranea, che unisce Taranto a Gallipoli,
favorendo uomini e commercio.
Purtroppo, questa evoluzione, se positiva da un lato, ha però portato via una parte di Macchia Mediterranea,
le colline di sabbia con le canne al vento, nelle quali da bambini ci si rincorreva e ci si nascondeva nell'avventura
di andare e tornare dal mare, i silenzi assoluti e i suoni della natura, ha affievolito la voce del mare.
C'era una volta… e c'è Villa Boschetto…
Noi siamo qui da quattro generazioni, siamo innamorati della nostra terra, della nostra casa e ci viviamo,
cercando di mantenere il suo antico fascino. Rispettiamo la sua unicità, il suo ambiente fatto di secolari pini,
tamerici, ginepri spontanei, fiori, animali, terra rossa, sabbia, mare, furiosi venti di scirocco e sferzanti
tramontane…
C'era una volta, un secolo e mezzo fa, Villa Boschetto, più o meno, a metà strada tra Torre Molini, (dove sorge l'attuale Campomarino), e Torre Borraco.Già da una cartina militare del 1825 si rileva che questa zona era chiamata località "Boschetto", data la presenza di molti pini e altri alberi di natura spontanea. Questo spiega il suo nome, rimasto immutato anche dopo il passaggio ad una nuova famiglia di proprietari.
Villa Boschetto sorse contemporaneamente alla "Masseria Mirante", (a circa 200 mt di distanza in direzione Nord–Est). Si tratta di un altro importante agglomerato di fabbricati, che comprendono il palazzo padronale, l'area dedicata alle attività agricole e di pastorizia, la Cappella di Famiglia, nonché una schiera di piccoli locali che erano messi a disposizione dei braccianti impegnati nei lavori stagionali. Villa Boschetto e la Masseria Mirante restarono completamente isolate dal paese di Maruggio e dalle poche case di pescatori di Campomarino per molti e molti anni, raggiungibili dall'entroterra, coltivato ad ulivi, solo a piedi o con calessi e cavalli per i più fortunati.
Arrivando dalla campagna, accecante per il rosso delle sue zolle, lo spettacolo che Villa Boschetto offriva agli occhi del visitatore, era emozionante: un'isola bianca di calce, in un mare di Macchia Mediterranea, di profumi di Timo e Rosmarino selvatici, di Dune bianche di sabbia orlate da fruscianti canneti, degradanti verso la spiaggia, e di distese di bassi ceppi di uva di vitigno "Primitivo di Manduria".
Villa Boschetto fu voluta da un proprietario terriero di Manduria, il quale desiderava un appoggio per vivere al meglio la sua passione per la caccia ed una dimora per la villeggiatura estiva della famiglia. Villa Boschetto visse stagioni importanti per la presenza del padrone con la sua famiglia, aiutata per ogni tipo di servizio dai "Casalini", (personale a disposizione che viveva nella casa), e della corte dei suoi amici, con al seguito i propri cani da caccia, i quali venivano custoditi negli appositi alloggiamenti posti sul davanti dell'edificio.